Uscire dalla Cina: una panoramica sulla liquidazione delle FIE
2026-09-10

I gruppi multinazionali ristrutturano frequentemente la propria presenza a livello globale, dismettendo determinate attività e chiudendo progetti di investimento. Sebbene la Cina rimanga un mercato chiave per molte imprese, si osserva una crescente tendenza alla ristrutturazione e all'uscita da parte di soggetti esteri che intendono ottimizzare l'allocazione del capitale a livello globale. Per le società multinazionali, la decisione di uscire dal mercato rappresenta una scelta strategica di business, la cui attuazione richiede tuttavia un rigoroso processo legale e di compliance. L'abbandono di un'impresa a partecipazione estera senza il completamento della liquidazione formale può comportare l'inserimento degli amministratori in liste nere (blacklist), l'accumulo di sanzioni fiscali e un'esposizione legale continuativa per gli azionisti. Una corretta liquidazione volontaria rappresenta la modalità legittima per uscire formalmente dal mercato cinese.


Un errore frequente e costoso consiste nel considerare l'uscita dalla Cina alla stregua di una semplice "cancellazione della licenza". Nell'ambito dellordinamento giuridico cinese, l'uscita dal mercato costituisce invece una procedura di scioglimento legale strutturata. Le Linee Guida sulla Cancellazione delle Imprese (revisionate nel 2025) e la Legge sulle Società individuano tre fasi fondamentali: 1) la decisione strategica di avviare la liquidazione; 2) la dismissione degli asset e l'estinzione delle passività; e 3) la cancellazione presso le diverse autorità competenti, tra cui gli organi di vigilanza del mercato, le autorità fiscali e doganali, nonché l'Amministrazione Statale per il Cambio con l'Estero (SAFE).


Il Regolamento sull'Amministrazione della Registrazione dei Soggetti di Mercato prevede un percorso accelerato, la cosiddetta "Cancellazione Semplificata". Tale percorso è tuttavia subordinato a condizioni rigorose: l'impresa non deve presentare debiti in essere (ovvero tutti i debiti devono essere stati integralmente estinti) e tutti i soci devono rilasciare un impegno formale in tal senso. Per contro, la "Liquidazione Ordinaria" è obbligatoria per le FIE con una storia operativa, flussi finanziari transfrontalieri, operazioni di import/export, transazioni con parti correlate, ovvero posizioni fiscali complesse. La maggior parte delle imprese a partecipazione estera non soddisfa i requisiti per la cancellazione semplificata e deve pertanto seguire l'intera procedura di liquidazione ordinaria. 


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