Riduzione dei rimborsi IVA sulle esportazioni dalla Cina: principali implicazioni
2026-03-13

A partire dal 1° aprile 2026, la Cina introdurrà una rilevante revisione della propria politica di VAT export rebate, ovvero il meccanismo di rimborso dell’IVA applicato ai beni destinati all’esportazione. In generale, il sistema prevedeva che l’IVA pagata durante le diverse fasi della produzione venisse rimborsata all’esportatore una volta che la merce veniva venduta all’estero, riducendo così il costo effettivo di produzione e consentendo ai produttori cinesi di offrire prezzi particolarmente competitivi sui mercati internazionali.


Con la nuova riforma, annunciata l’8 gennaio 2026 dal Ministero delle Finanze e dalla State Taxation Administration, il rimborso verrà eliminato o ridotto per centinaia di prodotti industriali, con impatti significativi su diversi settori strategici. Tra i comparti maggiormente interessati figurano fotovoltaico, batterie, chimica e materie plastiche, vetro, ceramica, prodotti metallurgici ed e-cigarette.


La misura si articola principalmente in due tipologie di intervento. Da un lato, per alcune categorie di prodotti è prevista la cancellazione totale del rimborso IVA a partire dal 1° aprile 2026. È il caso dell’intera filiera del fotovoltaico (tra cui lingotti e wafer di silicio, celle e moduli solari), di numerosi prodotti chimici e plastici, di una vasta gamma di materiali da costruzione in vetro e ceramica e di molti prodotti dell’industria siderurgica e metallurgica. In questi casi, le aliquote di rimborso precedentemente comprese tra il 3% e il 13% verranno azzerate.


Dall’altro lato, alcune categorie saranno soggette a una riduzione graduale del beneficio fiscale. In particolare, nel settore delle batterie il rimborso per le batterie primarie e secondarie sarà ridotto dal 9% al 6% nel periodo compreso tra aprile e dicembre 2026, per poi essere completamente eliminato dal 1° gennaio 2027. Diversamente, per numerosi materiali utilizzati nella produzione delle batterie – come grafite sferica e composti chimici a base di litio – il rimborso verrà abolito immediatamente.


Per i prodotti soggetti anche ad accise, come quelli legati alle sigarette elettroniche, la riforma prevede invece una disciplina parzialmente diversa: pur venendo eliminato il rimborso IVA, rimarrà possibile ottenere il rimborso dell’imposta sui consumi applicata nelle fasi precedenti della filiera.


La logica alla base di questa riforma risponde a diversi obiettivi di politica economica e industriale. In primo luogo, il governo cinese mira a ridurre l’impatto ambientale e l’intensità energetica di alcune industrie, incentivando un uso più efficiente delle risorse. In secondo luogo, la misura intende contrastare fenomeni di sovrapproduzione e competizione basata esclusivamente sul prezzo, che in passato erano stati favoriti anche dal vantaggio fiscale dei rimborsi IVA. Eliminando tale beneficio, l’obiettivo è spingere le imprese a competere maggiormente su innovazione, qualità e valore aggiunto.


Dal punto di vista economico, l’impatto principale per gli esportatori cinesi sarà l’aumento del carico fiscale effettivo sulle esportazioni. L’IVA precedentemente rimborsata diventerà infatti un costo permanente, con una conseguente riduzione dei margini, soprattutto per le imprese che basavano la propria competitività su strategie di prezzo molto aggressive. Nel medio periodo, ciò potrebbe determinare una selezione naturale del mercato, favorendo operatori più efficienti e tecnologicamente avanzati.


La riforma avrà effetti anche per gli importatori internazionali, in particolare europei. Molti fornitori cinesi potrebbero infatti trasferire almeno parte del maggiore costo fiscale sui prezzi di esportazione, determinando un incremento dei costi di approvvigionamento per numerosi prodotti, tra cui componenti fotovoltaici e materiali industriali.


Nel breve periodo, è inoltre probabile un aumento temporaneo delle esportazioni prima dell’entrata in vigore della riforma, poiché molte imprese cercheranno di spedire i prodotti entro il 31 marzo 2026 per beneficiare degli ultimi rimborsi disponibili.

Dal punto di vista operativo, la data determinante per l’applicazione delle nuove regole sarà quella indicata nella dichiarazione doganale di esportazione. Le imprese dovranno quindi pianificare attentamente spedizioni, classificazione doganale e sistemi contabili, aggiornando anche gli ERP aziendali per evitare errori nelle procedure di rimborso.


Infine, la riforma potrebbe spingere molte aziende internazionali a rivedere le proprie strategie produttive e commerciali, valutando alternative come la diversificazione geografica della produzione, il riposizionamento verso prodotti a maggiore valore aggiunto o un maggiore orientamento verso il mercato interno cinese.


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